Sono numerosi i metodi di cottura ma quale può definirsi il migliore? E’ ora di scoprire la lista di quelli da cui tenersi alla larga.
Cucinare è certamente un’arte ma farlo correttamente lo è ancora di piu’. E’ tutta una questione di armonia, una ricerca tra gli ingredienti che talvolta potrebbe risultare difficile, a seconda sia delle ricette da preparare ma anche della bravura di chi si sta dilettando tra i fornelli. Esistono varie modalità di cottura degli alimenti, ognuno dei quali donerà al piatto un certo gusto. E’ noto come non tutti i metodi siano salutari, ragion per cui smascherare quelli dannosi può essere un buon modo per imparare a modificare delle abitudini culinarie. Una piccola azione che certamente può fare la differenza. Non è il fritto l’unico nemico, ve ne sono altri subdoli che nemmeno si conoscono.
Dato che molti si affidano alla cottura al forno ritenendola salutare, è doveroso precisare che questa affermazione è vera a metà, nel senso che anche durante tale cottura è da evitare assolutamente che si facciano bruciare gli alimenti. Sembra apparentemente innocuo, in realtà la bruciatura genera la formazione di composti nocivi che si andranno poi a digerire ed entrano in contatto con l’organismo. Quando si procede alla bollitura, si consiglia di farlo in maniera consapevole, ossia evitando cotture prolungate di verdure perché si disperdono buona parte dei nutrienti, ecco perché riusare l’acqua per zuppe e minestre può essere un buon modo per non disperderle. Occhio alla cottura alla griglia, l’esposizione del cibo a delle superfici ad alte temperature provocano degli idrocarburi policiclici aromatici, mutano il DNA e possono aumentare il rischio di alcune forme di tumore.
Si sa che la frittura sia forse il metodo di cottura maggiormente pericoloso per quanto concerne la salute, soprattutto quando si sceglie male l’olio. Può accadere infatti che l’olio ad elevate temperature si ossidi formando una sostanza tossica come l’acroleina. Ecco perché si consiglia di scegliere degli olii che resistono alle temperature come l’olio di oliva, l’olio di arachidi e quello di sesamo. Nei casi dubbi, bisogna sempre accertarsi che l’olio non produca fumo, oltre al fatto che l’alimento non dev’essere bruciato all’esterno e crudo all’interno.
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